È il mondiale dei bomber, una lotta all’ultimo gol, un campionato mai come in passato segnato – è proprio il caso di dirlo -, dai centravanti super. Il torneo iridato, per doverosa precisazione, ha sempre consacrato i grandi attaccanti: l’argentino Stabile (1930, 8 reti), il brasiliano Leonidas (1938, 7), l’ungherese Kocsic (1954, 11), il francese Fontaine (1958, 13), il portoghese Eusebio (1966, 9), il tedesco Muller (1970, 10), gli italiani Paolo Rossi (1982, 6) e Totò Schillaci (1990, 6), Ronaldo il Fenomeno (2002, 8), il tedesco Klose (2006, 5). Mai come stavolta assistiamo però a una concentrazione spaventosa di bomber, basta scorrere l’attuale classifica cannonieri: Messi e Mbappé 6, Kane e Haaland 5, Vinicius e Dembélé 4. Unico assente, per ora, Cristiano Ronaldo, fermo alla doppietta contro l’Uzbekistan e con una gara in meno rispetto al resto della compagnia. A quota 4, per la cronaca, c’è anche il senegalese Ismaila Sarr, ma dopo la rocambolesca sconfitta della sua nazionale, grazie soprattutto agli scellerati cambi del ct Pape Thiaw, la corsa dell’attaccante del Crystal Palace è finita.
Mondiali, il tabellone aggiornato: incroci, risultati e calendario
Messi, Mbappé, Kane, Haaland, Vinicius Jr. e Dembélé si sono presentati al mondiale con una dote stagionale di gol spaventosa: 258 tra club e nazionale. Un conto, se vogliamo, per difetto, perché tiene conto della particolarità del campionato statunitense e questa situazione limita il conteggio delle reti di Messi. Stralciando i numeri del 2025 e limitandoci infatti al 2026, il fuoriclasse argentino è quello che ha portato la valigia più leggera, con 13 centri “americani” e 11 con la Selecciòn. L’inglese Kane ha dati da fantascienza: 72 gol in totale, 61 con il Bayern e 11 con i Tre Leoni. A ruota Haaland a quota 56 (38 con il Manchester City e 18 con la Norvegia), Mbappé 54 (42 con il Real, 12 con la Francia), Vinicius Jr. 28 (22 Real e 6 con il Brasile), Dembélé 24 (20 con il Psg e 4 con la Francia).







