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Paolo Condò

Il capitano dei Bleus vince per la fusione tra tecnica e velocità. La provocazione sul tridente: Kylian, Olise o Dembelé?

Fatta salva l’eternità di Leo Messi, che tutti nella vita hanno sognato almeno una volta dalla loro parte, in questo mese non c’è serata fra amici che non si concluda discutendo se per la propria squadra sarebbe meglio ingaggiare Kylian Mbappé, Erling Haaland o Harry Kane. È il discorso più vecchio del calcio, e chiunque abbia a cuore un minimo di serietà tecnica non può che rispondere «dipende». Dagli altri dieci giocatori, perché Mbappé si innesca in un modo e Haaland in un altro; dal modulo scelto, perché Kane svaria così bene da poter convivere con un altro 9 d’area, mentre Haaland ha convinto addirittura Guardiola della sua titolarità sullo spazio centrale.

Il successo della discussione calcistica, che oltrepassa di molto i confini della competenza, non si deve però ai dipende ma ai giudizi netti e alle contestazioni che implicano, e se dunque potessi mettere a disposizione della mia amata Triestina (serie D, dunque si fa veramente per giocare) un portafogli da emiro, il centravanti che le regalerei è Mbappé. Reputo il francese il miglior attaccante del mondo per la fusione di due qualità a livelli enormi: la tecnica nella velocità. Haaland gli è leggermente superiore nel timing, in fuorigioco non va proprio mai mentre a Mbappé capita, ma non compensa con la potenza quel tanto di meno che possiede nel campo della tecnica. Kane aggiunge alle sue doti una visione da numero 10 che ne aumenta la produttività, ma atleticamente rende parecchio al prime fisico del francese (che ha 5 anni e mezzo di meno) e del norvegese (che ne ha 7).