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Ed ecco l’ennesimo tentativo. L’Ati Messina riavvia l’iter finalizzato alla semi-privatizzazione della gestione del Sistema idrico integrato. A delineare il percorso è il commissario dell’Assemblea territoriale Francesco Fiorito, funzionario inviato dalla Regione in sostituzione della “collega” Rosaria Barresi, con la missione di tagliare il traguardo della costituzione della newco Messinacque spa.
Il nodo è sempre lo stesso: individuare il socio privato che deterrà il 49 per cento delle quote, al termine di una gara i cui paletti sono stati ridisegnati di recente. Il punto di partenza resta l’interesse manifestato da quattro grossi operatori economici, A2a, Nepta, Acea e Suez, alla precedente consultazione di mercato. Proprio i contributi di questi “colossi” hanno consentito all’Ati Messina di migliorare l’impostazione del Piano economico-finanziario e la sostenibilità complessiva dell’affidamento, migliorare le condizioni di equilibrio tra la stessa Ati e il socio operativo, chiarire i ruoli gestionali e gli obblighi di investimento del partner privato. Così, il 3 giugno scorso, il commissario Fiorito ha indicato nella procedura aperta la modalità preferenziale per la scelta del contraente. Ed è stato emanato un nuovo schema di bando-tipo predisposto da Arera, Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente.











