Una boccata d'ossigeno da oltre dieci milioni di euro per modernizzare le infrastrutture idriche della provincia, controbilanciata però da una lunga lista di progetti approvati ma rimasti senza copertura finanziaria. È questo il verdetto emerso dal decreto dirigente generale (D.D.G. n. 927) firmato oggi, 17 giugno 2026, dalla Regione Siciliana, che ha sancito l'esito della partecipazione dell’Assemblea Territoriale Idrica (Ati) dell’Ato 9 di Agrigento all’invito pubblico esplorativo nell’ambito dei fondi comunitari PR FESR Sicilia 2021-2027.

L'istanza presentata dall'ente di Piazza Trinacria ha incassato un parziale ma pesantissimo successo sul fronte dei progetti ritenuti immediatamente ammissibili e finanziabili. La fetta più consistente delle risorse andrà a Sciacca, dove è stato stanziato un finanziamento di ben 7.920.000,00 euro per i lavori di completamento della rete idrica cittadina. Sorride anche Campobello di Licata, che vede sbloccarsi le risorse destinate alla ristrutturazione e all'automazione della propria rete: nel dettaglio, sono stati assegnati 750.262,93 euro per il terzo stralcio funzionale e ulteriori 1.852.222,84 euro per il quarto stralcio.

Se da un lato si festeggia, dall'altro la stessa graduatoria regionale traccia una mappa delle urgenze del territorio destinate a rimanere congelate per carenza di fondi. Il decreto ha infatti inserito nell'elenco degli interventi "ammissibili ma non finanziabili" sei grandi opere strategiche. Tra le esclusioni più pesanti figurano la sostituzione delle condotte adduttrici da Contrada Fico Granatelli al primo sifone Voltano verso San Biagio Platani (un progetto da oltre 8,5 milioni di euro) e il completamento della rete idrica nella frazione di Giardina Gallotti ad Agrigento (4,7 milioni). Stop temporaneo anche per i piani di riduzione delle perdite e manutenzione a Santo Stefano Quisquina, Alessandria della Rocca, Cianciana e Raffadali.