HomeReggio EmiliaCronacaIl cordoglio della comunità: "Il restauro del duomo, sua eredità concreta"Il sindaco Massari: "Aperto al dialogo con istituzioni e mondo del lavoro". Don Casini: " Aveva estrema attenzione verso le persone e non alzava la voce".Vescovo Caprioli in Cattedrale con i giovani Gmg. del 2011Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSono innumerevoli i ricordi e le parole di affetto che la comunità reggiana ha speso in queste ore per la scomparsa del vescovo emerito Adriano Caprioli. Un gigante della fede che sapeva trasmettere, in modo discreto, il suo amore per la Chiesa, soprattutto quella reggiana che si stringe in preghiera: "In comunione con l’Arcivescovo Giacomo Morandi – dice il vicario generale monsignor Giovanni Rossi –, ci uniamo nella preghiera affidando monsignor Adriano alla misericordia di Dio, grati per il suo lungo e generoso ministero e per gli anni in cui è stato guida e pastore nella nostra Diocesi".
Chi ha lavorato fianco a fianco a monsignor Caprioli, è stato don Daniele Casini, per anni parroco in centro storico e segretario del vescovo. "Nel luglio del 1998 – ricorda don Casini – ero parroco a Reggiolo quando mi arrivò una chiamata per andare a Legnano per conoscere il futuro vescovo di Reggio e comunicarmi che sarei diventato il suo segretario. Aveva estrema attenzione verso le persone e non mi ricordo un episodio in cui abbia alzato la voce o si sia arrabbiato. Con l’ingresso di monsignor Camisasca, il vescovo Adriano si stabilì in Santa Teresa, come parroco e si prodigava per le benedizioni nelle case per incontrare e conoscere i fedeli del territorio".







