HomeReggio EmiliaCronacaI suoi allievi tra i banchi. Sacerdoti, leader politici e la fidata perpetua. Vangelo aperto sulla baraPresente sull’altare anche l’ex vescovo di Reggio Massimo Camisasca. In duomo tutte le autorità civili e militari della città per la cerimonia solenne. Sulle sedie anche Romano Prodi, Graziano Delrio, Pierluigi Castagnetti.Presente sull’altare anche l’ex vescovo di Reggio Massimo Camisasca. In duomo tutte le autorità civili e militari della città per la cerimonia solenne. Sulle sedie anche Romano Prodi, Graziano Delrio, Pierluigi Castagnetti.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciDopo l’alta solennità della celebrazione in San Pietro, officiata da Papa Leone, l’ultimo viaggio terreno del cardinale Camillo Ruini è stato quello tra le sue radici, nel duomo di Reggio. Attorno al feretro gli amici di una vita e gli allievi a cui ha insegnato, anch’essi ormai nella terza età, divisi tra carriera politica ed ecclesiale. Tanto che era difficile comprendere, osservando i presenti, se erano di più i sacerdoti concelebranti intorno all’altare, o il mondo laico seduto sulle panche della chiesa: nelle prime file i suoi figli politici assurti ai ruoli più importanti, che la diaspora della Dc portò a centrosinistra come Romano Prodi, Graziano Delrio, Pierluigi Castagnetti; poco dietro le famiglie che, in città, hanno costituito il fulcro del Ruini pensiero, in particolare quello degli Studenti Democratici, con l’avvocato Paola Mescoli Davoli e famiglia. Analogamente a tanti suoi ex alunni, venuti anche da Sassuolo, dove l’ex presidente della Cei e influentissimo protagonista della Curia vaticana, ebbe i natali nel 1931. Perché raccontare la cerimonia funebre dell’alto prelato significa anche evidenziare la presenza di un importante pezzo di storia recente della Chiesa, dato che a concelebrare la santa messa, assieme al vescovo di Reggio, Giacomo Morandi, non solo c’era il suo predecessore, Massimo Camisasca, ma anche don Mauro Parmeggiani, che di Ruini fu fidatissimo segretario particolare prima di assumere la guida della diocesi di Tivoli, nonché don Daniele Giannotti, oggi vescovo a Cremona e di cui il cardinale fu maestro. A calamitare l’attenzione di tutti è stata però la fidata perpetua Pierina, che ha seguito Camillo Ruini praticamente in quasi tutto il suo cursus honorum pastorale, da Reggio alla capitale. Del cardinale "conservatore ma non reazionario" è stata riservatissima custode anche nei giorni in cui l’ex presidente della Cei ha concluso il suo viaggio terreno e non si lascia sfuggire alcuna confidenza. "Mi chiedete gli ultimi pensieri del cardinale? Sono quelli che trovate nei suoi libri, e adesso lasciatemi raggiungere il pulmino, che l’autista mi aspetta e voglio tornare a casa". Hanno reso omaggio a Ruini anche il prefetto di Reggio, Salvatore Angieri, il sindaco Marco Massari, con una robusta delegazione della giunta, il presidente della Provincia Giorgio Zanni e il sindaco di Sassuolo, Matteo Mesini. Il feretro di Ruini, durante le esequie ’vigilato’ da un picchetto d’onore di polizia, carabinieri e guardia di Finanza, è stato preceduto dal crocifisso ligneo della chiesa parrocchiale di Sassuolo, per espresso desiderio del presule scomparso stesso, così come, alla maniera di Papa Giovanni Paolo II, sulla bara, per tutta la durata delle esequie è stato posto un Vangelo a pagine aperte.