Il cardinale Camillo Ruini è tornato nella sua Chiesa d’origine, accolto dall’abbraccio affettuoso di una folla che questo pomeriggio si è radunata nella Cattedrale di Reggio Emilia e dal Sacro Tronco, l’antico Crocifisso di Sassuolo, la sua città di nascita.

Ad accogliere il feretro sul presbiterio del Duomo, al mattino, c’erano l’arcivescovo Giacomo Morandi, il vicario generale monsignor Giovanni Rossi e coloro che si sono presi a cuore l’ultima stagione del porporato: tra loro l’assistente familiare Pierina e il vescovo di Tivoli e Palestrina Mauro Parmeggiani (che fu, tra l’altro, segretario di Ruini).

Alla liturgia di commiato hanno preso parte le autorità civili e militari, i sindaci di Reggio Emilia e di Sassuolo Marco Massari e Matteo Mesini e diverse personalità della politica.

Tra loro l'ex premier Romano Prodi (presente già al funerale in San Pietro ieri) e l'ex ministro Graziano Delrio Hanno concelebrato la Messa esequiale, oltre a Morandi e Parmeggiani, i pastori di origine reggiana Gianotti (Crema), Ghizzoni (Ravenna-Cervia), Rabitti (emerito di Ferrara-Comacchio) e il sassolese Monari (emerito di Brescia), poi Vezzoli (Fidenza), Mosciatti (Imola) e ancora i vescovi emeriti Camisasca (Reggio Emilia-Guastalla), Ambrosio (Piacenza-Bobbio) e Pizzi (Forlì-Bertinoro).