Il sole è ancora alto, il caldo è atroce, il silenzio è religioso, la commozione è tanta quando il carro funebre arriva al cimitero di Dinazzano, per l’ultimo viaggio del Cardinale Camillo Ruini. Ad attendere il feretro, scortato dalla polizia stradale e municipale ci sono il sindaco di Casalgrande con altri esponenti della giunta. Da ieri sera le spoglie mortali del Cardinale riposano nella cappella della tomba di famiglia del piccolo cimitero di Dinazzano. Camposanto che si erge su un colle che guarda le ceramiche, a pochi chilometri dalla nativa Sassuolo, da quella parrocchia di San Giorgio dove il giovane Camillo, ha mosso i primi passi degli studi teologici, tra i borbotti del padre. Il dottor Francesco Ruini di famiglia importante sassolese, mancato nel 1965 e sepolto nella stessa cappella di famiglia, assieme alla moglie Iolanda Rizzoli deceduta sette anni dopo il marito e alla figlia Donatella, la segretaria particolare anche a Roma del fratello Camillo.
Sul campo di fronte alla cappella di mattoni si sono radunati in tanti, semplici cittadini, amici sassolesi e i parenti stretti del Cardinale. Sono presenti dopo la cerimonia in Duomo, il Vicario della Diocesi e il vescovo, monsignor Mauro Parmeggiani. Parmeggiani recita una preghiera, traccia un aneddoto, poi la bara semplice di noce chiaro viene tumulata nella cappella di famiglia. Sono quasi le 20 quando la folla si disperde col sorriso cristiano sul volto e una qualche lacrima. La figura di Camillo Ruini resterà nel cuore di molti.













