"Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare", recita il celebre tormentone di Piero Focaccia. Ma qual è lo stato di salute delle acque lungo la costa Fermana? Ne abbiamo parlato con Marco Fanelli, dirigente Arpa Marche per il settore controlli, monitoraggi e progetti di ricerca. Marco Fanelli, come sta il nostro mare? "Nelle Marche abbiamo 245 punti di prelievo, di cui 35 lungo i sei Comuni del litorale fermano. Siamo la Regione con il numero di campionamenti più alto d’Italia in rapporto alla lunghezza della costa. Nel Fermano le aree di balneazione sono certificate tutte come "eccellenti", ad eccezione di tre "buone" e una "sufficiente". Queste ultime, in particolare, da cosa sono influenzate? "Sono nelle immediate vicinanze delle foci dei fiumi, quindi sono influenzate dagli inquinanti che, nonostante i depuratori, comunque finiscono in mare. In ogni caso sono aree balneabili in cui l’acqua è sicura. Dove invece lo stato non è sicuro, ad esempio a poche centinaia di metri a nord e a sud della foce del Tenna, l’area è interdetta alla balneazione". E cosa incide di più sulla presenza di batteri nelle acque marine? "Sicuramente le grandi piogge: con esse i sistemi fognari vanno in sofferenza, e per evitare rotture si aprono gli scolmatori, che mandano direttamente le acque in mare senza passare per il depuratore. Nelle giornate successive ad una bomba d’acqua lo stato del mare è critico. Oggi i Comuni sono obbligati a separare acqua bianche e nere nelle nuove lottizzazioni, ma in alcune reti più vecchie questo non viene fatto, e finisce tutto nel medesimo tratto". Il riscaldamento delle acque più avere un effetto sulla balneabilità? "Indirettamente può portare ad eventi piovosi estremi, e quindi torna il discorso di prima. Può essere un fattore determinante per la formazione e gli spostamenti delle alghe, e questo può incidere sui bagnanti".