HomeForlìCronaca"Quel pomeriggio di primavera diventò improvvisamente assurdo"Così Franca Ferri ricordava sul Carlino l’omicidio del cugino senatore: "Quando si visita la casa per la prima volta, emerge sempre la stessa domanda: com’è possibile che sia successo qui?".Franca Ferri accanto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella in corso DiazRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciEra il 16 aprile 2020: la commemorazione del senatore Roberto Ruffilli più strana di sempre, la prima con il lockdown imposto dalla pandemia di Covid-19. Quel giorno, fu – presente in quanto familiare – a raccontare la cerimonia per la cronaca forlivese del Carlino. Un brano che, riletto dopo la sua scomparsa, racconta molto della tragedia e della memoria.

È il silenzio che fa la differenza più immediata, che crea l’impatto più forte. Non ci sono le voci dei ragazzi delle scuole superiori che in molte occasioni hanno animato corso Diaz con i loro flash mob in ricordo di Roberto Ruffilli. Non ci sono le grida dei bambini che nel 2018 hanno accolto il presidente Mattarella sul sagrato della chiesa di Ravaldino. Non ci sono le voci dei discorsi ufficiali di commemorazione, le note dell’inno nazionale o i canti sacri della messa che ogni anno segue la cerimonia civile. Il silenzio e l’essenzialità dei gesti sono la cifra del 32° anniversario dell’omicidio di Roberto Ruffilli. La corona del Comune, un semplice saluto silenzioso del sindaco Gian Luca Zattini e una veloce benedizione del vescovo Livio Corazza, accompagnati dal vicepresidente della Fondazione Ruffilli, Pier Giuseppe Bertaccini. Pochissimi minuti, tenendosi a debita distanza, guardandosi sopra le mascherine. Pochissime persone, a rappresentare tutti coloro che ogni anno testimoniano il ricordo di Roberto.