HomeMilanoCronacaLa furia di Lamin davanti al bar. La presa al collo di un cliente e i venti fendenti per uccidere. I biglietti in tasca: "Credi in te"Saidilly ha aggredito senza alcun motivo un informatico di 55 anni, in pericolo di vita al Niguarda. Il decennio in Inghilterra e le verifiche su un accoltellamento fuori da un locale di Leeds nel 2023. Il papà a Conegliano: "Se n’è andato senza dirmi nulla". Gli ultimi dieci giorni tra alberghi e strada.Saidilly ha aggredito senza alcun motivo un informatico di 55 anni, in pericolo di vita al Niguarda. Il decennio in Inghilterra e le verifiche su un accoltellamento fuori da un locale di Leeds nel 2023. Il papà a Conegliano: "Se n’è andato senza dirmi nulla". Gli ultimi dieci giorni tra alberghi e strada.Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguicidi Nicola Palma
In tasca aveva alcuni biglietti scritti a mano. Messaggi automotivazionali che al momento non lasciano trasparire niente di strano: "Credi in te stesso", "Poco sogno, poca azione" e "Non lasciarti abbattere dal dolore", il senso delle frasi che Lamin Saidilly si era appuntato sui foglietti sequestrati e passati al setaccio dalla polizia. Nulla, insomma, che faccia pensare che il ventiduenne italo-gambiano che ha colpito ieri mattina fuori da un bar di San Siro abbia agito per finalità terroristiche o per altre motivazioni ideologiche. Le modalità del gesto fanno d’altro canto pensare che ad agire sia stata una persona con problemi psichiatrici, ma per adesso non risulta che il giovane nato a Conegliano Veneto sia mai stato seguito da strutture specializzate. A confermarlo alla polizia è stato il padre Dodou, operaio in un’azienda di Pordenone, che fino a una decina di giorni fa viveva con il figlio nella cittadina trevigiana: "Poi se n’è andato e non si è fatto più sentire", la sintesi delle sue parole agli investigatori della Digos di Treviso, che hanno poi passato al setaccio la stanza di Lamin senza trovare spunti in grado di alimentare eventuali scenari alternativi.











