Davanti al giudice per le indagini preliminari, Luigi Iannelli, Lamin Saidilly, 22 anni, indagato per tentato omicidio aggravato per aver inferto una ventina di coltellate a un 55enne all’esterno di un bar di Milano, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

La strategia difensiva, illustrata dall’avvocata Simona Brambilla, poggia su una presunta amnesia: il giovane afferma di non ricordare nulla dell’aggressione né la frase che, secondo gli atti, avrebbe rivolto agli agenti subito dopo il fermo: “Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio”.

L’inchiesta si è ampliata oltre i confini nazionali. Gli investigatori hanno accertato che Saidilly ha vissuto per anni nel Regno Unito, dove avrebbe trascorso un periodo in carcere. I contorni di quella detenzione restano però indefiniti: non sono note la durata, l’eventuale definitività della condanna né il reato contestato. Attraverso canali di cooperazione internazionale, gli inquirenti stanno verificando se, durante la permanenza britannica, il giovane si fosse già reso responsabile di episodi violenti o rapine.

Dalla ricostruzione al vaglio emerge inoltre che, rientrato in Italia a fine 2025, dopo un impiego come magazziniere a Conegliano Veneto e una lite in famiglia, sarebbe arrivato a Milano il 23 giugno 2026; dal 30 giugno le sue tracce si sarebbero fatte via via più labili fino all’esplosione di violenza.