Una manovra di risparmio che rischia di gravare pesantemente sulle spalle dei pazienti e di cancellare una storica realtà del territorio. Sta per chiudere i battenti la cooperativa "Il Melograno" che, dal Duemila a oggi, si è occupata di riabilitazione domiciliare, gestendo il servizio in regime di appalto prima con la vecchia Asl e poi con l’Ast Ancona. La conseguenza immediata della cessazione delle attività è lo spettro degli ammortizzatori sociali e del licenziamento per i quattro terapisti della struttura. Contro questa decisione si schiera il dottor Paolo Taruschio, stimato medico fisiatra, già fondatore e direttore nel 1991 del primo Reparto di Riabilitazione Intensiva della Usl di Fabriano e attuale amministratore della cooperativa. Il professionista rivendica con orgoglio la storia e i numeri dell’attività: "Abbiamo effettuato oltre 100mila prestazioni domiciliari in 25 anni. L’Ast ha deciso di internalizzare il servizio e così i quattro terapisti della cooperativa saranno sostituiti da due dipendenti appena assunti, riducendo il numero di prestazioni. La nostra riabilitazione è classificata come semplice ma nei fatti è complessa e costa 29 euro l’ora a fronte dei 99 euro dei privati convenzionati e cioè il Santo Stefano". Secondo l’analisi di Taruschio, la scelta dell’azienda sanitaria territoriale presenta "forti incongruenze gestionali ed economiche". "La cooperativa Il Melograno – spiega Taruschio - interviene a domicilio su pazienti appena colpiti da ictus, quindi effettua una riabilitazione complessa e in tempi molto rapidi. Si decide di risparmiare sul servizio che costa meno alle casse pubbliche e già molte persone si stanno lamentando perché verranno ridotte le prestazioni. Noi ne effettuiamo circa 5mila l’anno ma già da questo mese nei fatti smetteremo di erogarle per questa decisione dell’Ast Ancona".