C'è un momento in cui il tempo sembra fermarsi. Ultimo presenta al suo pubblico «Quando dorme la città», un brano inedito scritto nel 2022 a Londra, nato osservando la luna dalla finestra. «Ora torno a quelle stradine», racconta l'artista romano, regalando ai 250mila spettatori di Tor Vergata una confessione in musica che diventa uno dei momenti più intensi della serata.Il concerto alterna i grandi successi, da «Colpa delle favole» a «I tuoi particolari», passando per «Il ballo delle incertezze» e «L'eternità (il mio quartiere)», eseguita insieme a Fabrizio Moro, ai brani più intimi, accompagnati soltanto dal pianoforte. Riemergono così le atmosfere degli inizi con «Questa insensata voglia di te», «Buon viaggio» e «Quel filo che ci unisce», prima di lasciare spazio all'energia di «22 settembre» e «Altrove».Le lacrime, la lettera ai fan e il cielo illuminato
Uno dei passaggi più suggestivi arriva durante «Pianeti». Ultimo ricorda il suo primo concerto in uno stadio, il 4 luglio 2019, e invita il pubblico ad accendere le luci dei telefonini. Tor Vergata si trasforma così in una distesa di stelle, un'immagine che il cantautore definisce il suo vero capolavoro.Prima del gran finale legge la lettera che aveva anticipato sui social, ripercorrendo il sogno coltivato fin da ragazzo e la convinzione di poter arrivare fin lì. Poi arrivano «Sogni appesi», le lacrime e un lungo abbraccio con il suo pubblico. I fuochi d'artificio illuminano il cielo di Roma mentre l'artista, visibilmente commosso, saluta i fan con un messaggio destinato a restare: «Siamo nella storia, non smettete mai di credere alle favole».Il post di ringraziamento










