Ieri la cerimonia dopo i lavori finanziati con un milione e 731mila euro.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSan Severino ha salutato la riapertura del castello di Pitino. I lavori di restauro e valorizzazione sono stati realizzati grazie ai fondi comunitari stanziati nell’ambito del Piano nazionale complementare per le aree colpite dal sisma, per un milione e 731mila euro.
Per l’amministrazione settempedana si tratta della quarta e ultima opera del Pnc che giunge a compimento, dopo il recupero del giardino storico Coletti, quelli in via Battisti e il ripristino della strada comunale di Straccialena. I complessi lavori hanno visto una sinergia di diverse imprese tra cui la Lancia, che ha curato le opere edili, i professionisti de Il Compasso che si sono occupati del restauro delle pitture, mentre gli esperti di ArcheoLab hanno diretto con rigore scientifico la parte archeologica. L’imponente cantiere ha completamente trasformato il complesso attraverso una serie di interventi mirati. Il primo grande passo è consistito nel ripulire l’intera area da cumuli di macerie, rovi e arbusti selvatici, provvedendo alla messa in sicurezza delle mura perimetrali rimaste in piedi. Il primo fabbricato è stato ricostruito basandosi sui vecchi rilievi, per essere la biglietteria e punto informazioni per i turisti, con locali tecnici e servizi igienici. Le opere hanno poi interessato la chiesa di Santa Maria della Pietà, la cui facciata d’ingresso si stava ribaltando in avanti. Oltre al consolidamento, speciali apparecchiature per scansionare il sottosuolo hanno permesso di scoprire cavità e stanze sotterranee nascoste che stavano cedendo. Queste sono state svuotate e i pavimenti sono stati rinforzati, mettendo in sicurezza le volte interrate e recuperando gli affreschi e gli apparati decorativi della chiesa. Per Sant’Antonio Abate, con la volta parzialmente crollata, sono state rimosse le macerie ed è stato riaperto l’ingresso.








