Creare concrete opportunità di crescita personale e professionale per giovani con disabilità, trasformando il talento in percorsi reali di autonomia. Questo il nobile fine con cui quest’estate prende il via da e a Castel San Pietro un innovativo progetto pilota di hospitality inclusiva promosso dall’associazione ‘Castello insieme per l’autismo’. Attraverso un percorso sperimentale di serate-evento, i ragazzi saranno coinvolti in prima persona in attività di accoglienza e catering all’interno di contesti reali e strutturati. L’iniziativa si configura come l’evoluzione dell’esperienza maturata nell’Accademia dell’associazione, dove i partecipanti già svolgono attività pratiche di cucina e lavoro di squadra accompagnati da professionisti. Le serate si svolgeranno al ‘Poggio di Liano’, location messa a disposizione dalla presidente dell’associazione Francesca Marchetti.
"C’è una domanda che accomuna tante famiglie come la mia: quale sarà il futuro dei nostri ragazzi? – spiega la Presidente lanciando il nuovo progetto –. Da questa domanda è nato un progetto che unisce due realtà della mia vita: l’associazione che ho l’onore di presiedere e la mia location, che diventerà un luogo di opportunità concrete. Abbiamo scelto di mettere a disposizione competenze, professionalità e spazi perché crediamo che l’inclusione non possa fermarsi alle buone intenzioni e all’improvvisazione". Il progetto mira a superare i limiti dell’inclusione di facciata, offrendo risposte concrete e scientificamente supervisionate da esperti del settore. "Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di inclusione lavorativa e questo è un passo importante, ma c’è un rischio – prosegue la presidente –: passare il messaggio che basti la buona volontà di un imprenditore o la firma di un contratto. Non è così! Servono percorsi strutturati, fondati su evidenze scientifiche e accompagnati da professionisti esperti, in grado di trasformare le potenzialità dei ragazzi in competenze concrete e occasioni di autonomia". Senza questi prerequisiti, il rischio è che i giovani vengano inseriti in contesti non adeguati o che l’assunzione sia vissuta come un mero adempimento normativo o d’immagine. L’ambizione dell’iniziativa, unica nel territorio per come integra formazione specialistica e inserimento nell’hospitality, guarda già lontano: "Le serate che realizzeremo – conclude Francesca Marchetti – rappresentano il primo passo verso un obiettivo più grande: creare un vero catering inclusivo gestito dai nostri ragazzi".







