SACILE (PORDENONE) - Gli esploratori dell'ignoto hanno fatto di nuovo centro. Potrebbe sembrare l'incipit di un film di fantascienza, ma in realtà l'ignoto si trova a due passi da noi, anche se poco visibile, perché… sotterraneo. Gli esploratori sono i membri del Gruppo Speleologico Sacile. L'ignoto, le grotte che questi arditi visitano in lungo e in largo. Ad aprile, i nostri argonauti hanno fatto un altro colpaccio (non è certo il primo): la scoperta di una nuova, grande e promettente grotta del nostro territorio. È successo dalle parti di Claut, per prenderla un po' larga. Opera di Marco Poletto e Sara Di Chiara. Sembra sia stata lei, in particolare, ad avvertire quel soffio particolare: «Sentire l'aria», dicono loro, che poi è la corrente che esce da qualche parte della montagna e svela un segreto.
La scoperta Racconta un'impresa, che di fatto è solo agli inizi, il presidente dell'Associazione speleo sacilese, Ivan Vicenzi. «Premetto che siamo ancora pienamente nella fase iniziale, però in pochissimo tempo abbiamo già trovato uno sviluppo di circa 4 km - lunghezza di tutto rispetto - Sì, in meno di due mesi è tanto. Poi promette bene, perché c'è molta aria - ovvero correnti, sintomo di altre "camere" - Un collega di Padova arrivato con la strumentazione adatta, ha misurato raffiche fino a 50 chilometri orari». Altro particolare che affascina molto gli speleologi sacilesi «è il fatto che, a differenza della maggior parte delle grotte che troviamo, questa va tutta in salita». Confusi? Passo indietro. Dove siamo? «L'ingresso dice che la grotta si trova nella zona di Casavento, a Claut. Un'area battuta da anni, però su quel versante là non era mai stato trovato niente. Marco e Sara c'erano andati su indicazione di Filippo Felici, che da anni studia la morfologia della zona». Collegamento La nuova, grande grotta appena scoperta è, dunque, alle pendici del Colciavath e la salita dell'enorme meandro sembra puntare verso il fondo dell'Abisso dell'Ottavo Nano. Un'altra grotta scoperta anni fa dal gruppo sacilese. L'ingresso si trova a quota 1.100, felici aveva azzeccato anche questo. Vicenzi: «Si tratta di una grotta un po' strana, un pozzo che non è stato scavato da sopra, come accade sempre, ma dal basso verso l'alto. In questo caso l’acqua spingeva in cerca di un'uscita».Prime immagini Lo spettacolo della grotta scoperta dai sacilesi è tutta nelle immagini: «ad occhio il salone principale avrà una larghezza di 50-60 metri, per una settantina in altezza». La scommessa ora sarà quella di trovare un collegamento con l'Ottavo Nano. Nel frattempo, l'importanza di questa scoperta è tutta negli esami naturalistici, ma anche dell'acqua, che si stanno svolgendo prima che il passaggio dell'uomo inquini la situazione originale. Anche oggi un gruppo di speleo è nella grotta clautana in esplorazione. Questi appassionati restano facilmente anche 10-12 ore consecutive nelle cavità sotterranee. Se c'è troppa strada da fare per risalire «dormono dentro, magari entrando il venerdì pomeriggio per uscire la domenica mattina». Una gran bella realtà quella sacilese, uno dei tre gruppi speleo della provincia. Conta una cinquantina di iscritti un po' di tutte le età. Alle uscite più impegnative si arriva per gradi, dopo un corso. «Quello finito da poco ha promosso 5 nuovi speleo e molti di loro fanno anche parte del Soccorso speleologico». Per alcuni, proprio come Ivan, è una passione dalle radici profonde: «Ho cominciato quasi per scherzo, intorno ai 19 anni, e non ho più smesso». Quest'anno le sue ferie le farà insieme ad altri 2 speleo, Carlo e Andrea, in Islanda, alla ricerca della vita nelle grotte glaciali vulcaniche.







