CODEVIGO (PADOVA) - «Siamo stanchi di contare i morti su una strada che da troppi anni è un pericolo costante». Il sindaco di Codevigo, Ettore Lazzaro, esprime il suo disappunto dopo l'ennesimo dramma sulla Romea, dove ha perso la vita il 34enne Andrea Favaro. Il primo cittadino di Codevigo fa notare che «l'incidente ha impattato negativamente sulla viabilità locale, complice anche il fatto che il ponte di Codevigo è pure chiuso per i lavori di una nuova rotatoria che consentiranno di togliere il semaforo. Fatto sta che nel pomeriggio di sabato si è creata davvero una situazione di emergenza che ha interessato la viabilità locale».

I nodi Ettore Lazzaro aggiunge che «è comunque necessario lavorare sulla prevenzione», ma svela un retroscena emblematico sulle difficoltà di questo ultimo punto: «Proprio nei pressi del luogo dell'incidente avevamo un autovelox, abbattuto lo scorso anno. Dopo un anno non siamo ancora riusciti a rimetterlo in pista a causa di infinite lungaggini burocratiche. Eppure, quando l’apparecchio era funzionante, avevamo rilevato picchi folli di velocità, persino intorno ai 190 chilometri orari». Per Lazzaro, la soluzione definitiva passa solo per una revisione strutturale dell'arteria: «Al momento sono allo studio due varianti della Romea attuale: una che interessa i comuni del Veneziano e una situata a sud di Codevigo. Interventi vitali, ma i tempi della burocrazia non possono costare altre vite umane. Devo dire che negli ultimi incontri sono state coinvolte fin da subito le amministrazioni comunali, che sicuramente hanno il polso della situazione e hanno fornito utili elementi agli altri attori, la Regione e l' Anas». La Romea è considerata tra le strade più pericolose d’Italia: negli ultimi cinque anni si sono contati 600 incidenti, con un traffico quotidiano che raggiunge i 27mila veicoli, di cui il 13% pesanti. Una ricerca di Anas ha inoltre individuato il nodo più problematico nel tratto tra Mestre e Chioggia, dove gran parte dei flussi è di natura locale: da qui la scelta di puntare su interventi mirati, pensati per rispondere soprattutto alla mobilità quotidiana del territorio. Archiviate le ipotesi di un nuovo tracciato, l’attuale indirizzo punta su soluzioni meno invasive: messa in sicurezza lungo buona parte del tratto veneziano e un bypass nella zona sud, da Chioggia verso il Polesine. L’appello Anche il vicesindaco di Piove di Sacco, Davide Gianella chiede risposte immediate: «In attesa delle grandi opere, serve intervenire subito in emergenza. Chiediamo una maggior presenza delle forze dell'ordine sulle corsie della Romea, che possa funzionare da reale deterrente visivo nei confronti degli automobilisti». Gianella elenca poi le priorità per bloccare la scia di sangue: «I Tavoli tecnici sono utili se fatti con serietà e non in prossimità di elezioni, ma con l'intento di approdare ad una proposta realizzabile per migliorare la percorribilità della Romea». «È fondamentale, inoltre – continua il vicesindaco Gianella» sbloccare i cantieri avviati da troppo tempo e far partire una programmazione seria per l'ampliamento, almeno nei tratti più critici della carreggiata. Parallelamente, vanno inseriti sistemi radar o tutor per la prevenzione delle infrazioni».L'amministratore piovese conclude con un appello che va oltre l'asfalto: «La tecnologia e le pattuglie aiutano sicuramente, ma serve anche una profonda operazione di educazione stradale da parte degli utenti. La responsabilità di chi guida resta il primo presidio di sicurezza, le regole stradali ci sono e vanno rispettate».