Roma, 5 luglio 2026 – Il cittadino occidentale non è diventato improvvisamente nemico della libertà. Ha “semplicemente” cominciato a dubitare che la libertà, da sola, basti a proteggerlo. È dentro questa incrinatura, più psicologica che ideologica, che le nuove destre illiberali hanno costruito la loro forza: non contro il bisogno di sicurezza, ma appropriandosene; non contro il welfare, ma trasformandolo in una promessa chiusa, identitaria, selettiva. Il nuovo patto non dice apertamente “rinunciate alla libertà”. Dice qualcosa di più seducente: “Lasciate che qualcuno vi protegga dal mondo”. E così il nuovo autoritarismo occidentale non chiede al cittadino di marciare. Gli chiede di restare a casa, consumare, obbedire e avere paura delle porte aperte.
La richiesta di protezione
Il cittadino, oggi, non chiede più soltanto diritti, rappresentanza, partecipazione. Chiede protezione. Vuole essere difeso dal mercato globale, dall’immigrazione, dalla precarietà, dalla solitudine, dalla complessità, dal futuro. Le destre capiscono questa domanda prima e meglio delle sinistre. E la traducono in un’offerta potente: meno libertà, meno pluralismo, meno apertura, ma più ordine, più identità, più sussidi, più protezione selettiva.






