L’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, recentemente nominato presidente della Fondazione Migrantes, è arrivato a Lampedusa venerdì e ieri ha seguito tutta la visita del Pontefice.

Nel 250esimo anniversario della fondazione degli Stati Uniti il primo papa statunitense è andato a Lampedusa invece che a Washington, dove pure era invitato. Qual è la ragione di questa scelta precisa?

Il motivo mi pare chiaro. Il papa ha dato un messaggio forte e lo ha fatto anche perché è americano. Come ha dimostrato a Tenerife, il papa deve ragionare come ragionava il pescatore di Galilea, come San Pietro. Sa che deve pensare e annunciare il Vangelo. Non è un discorso moralistico, è il motivo per cui il 4 luglio Leone ha scelto di andare a Lampedusa e non a Washington. Lui ha uno sguardo dal basso, non lo sguardo del potere. Guarda il mondo dal punto di vista di chi soffre. Nell’omelia ha usato la parabola del buon samaritano che incappa nei briganti. Ha detto che questi brigano con i corpi umani. Sono sia quelli che chiedono un prezzo economico per le traversate, sia quelli che hanno delle responsabilità nella gestione dei flussi. Che hanno visto ma fanno finta di non vedere, che guardano le cose a partire da visioni ideologiche.