Chi è "El Topo" e perché è stato fermato Tra i protagonisti delle operazioni di soccorso dopo il terremoto in Venezuela c'è Wilmer Antonio Cruz, conosciuto come "El Topo de La Guaira". Armato di un piccone e con mezzi di fortuna, il volontario è diventato il simbolo della solidarietà tra i sopravvissuti, ma anche una delle voci più critiche nei confronti delle autorità. Attraverso una serie di video pubblicati sui social ha denunciato la scarsità di macchinari pesanti, l'assenza di attrezzature specializzate e i ritardi negli interventi governativi, mostrando le ferite riportate alle mani durante i soccorsi. Poco dopo quelle dichiarazioni, Cruz è scomparso per circa due giorni. Secondo la denuncia dei familiari, rilanciata dall'organizzazione per i diritti umani Provea, sarebbe stato prelevato a Caraballeda da uomini in abiti neri senza identificazione, che si sarebbero qualificati come agenti della Direzione delle Indagini Criminali della Polizia Nazionale Bolivariana. Alcuni testimoni raccontano che gli fosse stato promesso un martello pneumatico per proseguire le ricerche, prima di essere portato via senza spiegazioni. La vicenda ha suscitato forti preoccupazioni e ha spinto diverse organizzazioni a chiedere chiarimenti sulle sue condizioni. Nelle ultime ore "El Topo" è stato rilasciato con misure cautelari ed è accusato di presunto furto. Nel primo video diffuso dopo la liberazione ha ringraziato chi ha chiesto il suo rilascio, assicurando di voler continuare a raccontare la situazione nelle aree colpite dal terremoto.