Non si hanno notizie da giorni di Wilmer Antonio Cruz, noto come "El Topo de La Guaira". Considerato il leader dei soccorritori volontari, nei giorni difficili dell'emergenza post-terremoto è diventato una figura simbolo della protesta contro la cattiva gestione del governo nella risposta al terremoto. La preoccupazione sul suo destino era emersa di recente in rete. Ora però è Provea, la più antica organizzazione per i diritti umani attiva in Venezuela, a lanciare l'allarme sulla sua presunta scomparsa forzata. Secondo la denuncia formalizzata dai parenti e raccolta da Provea, Cruz è stato avvicinato tre giorni fa, intorno alle 16:00 ora locale a Caraballeda, da una commissione di funzionari vestiti di nero senza identificazione visibile che si sono presentati come membri della Direzione delle Indagini Criminali (Dip) della Polizia Nazionale Bolivariana (Pnb). Da allora non si sa nulla di lui.

Con la scusa di dargli un martello pneumatico per continuare la ricerca delle vittime, gli agenti lo hanno portato via senza ulteriori spiegazioni. Da allora, sino a oggi, la sua famiglia non ha più saputo dove si trovi. Alcuni vicini hanno segnalato che sarebbe stato trasferito nel carcere dell'Helicoide, nella sede di Caracas della Sebin, la potente e controversa agenzia di intelligence e polizia segreta della Venezuela, spesso accusata di operare come strumento di repressione politica. Ma là pare che non sia mai stato detenuto. Cruz, nei primi giorni dopo il terremoto, era diventato un punto di riferimento per la solidarietà della comunità, grazie alle sue coraggiose denunce contro il governo diffuse sui social. Per diversi giorni ha lavorato instancabilmente a mani nude e con strumenti rudimentali tra le macerie degli edifici crollati della Great Venezuela Housing Mission. Poche ore prima del suo misterioso arresto, Wilmer aveva pubblicamente denunciato in video la mancanza di macchinari pesanti, attrezzature specializzate e supporto statale, mostrando le sue mani sfigurate e mettendo in dubbio l'assenza di aiuti ufficiali di fronte all'arrivo delle squadre internazionali.