Il bilancio del doppio sisma sale a 2.645 morti. Tra le macerie si lotta per salvare il viceammiraglio Romero, localizzato insieme ad altre 20 persone, mentre si spegne la speranza per il piccolo Fabio. Scomparso "El Topo", il leader dei soccorritori che aveva denunciato i ritardi negli aiuti

A nove giorni dal devastante doppio terremoto di magnitudo 7.5 e 6.1 che ha sconvolto il nord del Venezuela, il bilancio delle vittime ha raggiunto la tragica cifra di 2.645 morti e oltre 12.600 feriti, mentre l’intera nazione assiste a una drammatica corsa contro il tempo per tentare di tirare fuori dalle macerie le persone rimaste sotto. Nelle ultime ore, le squadre di ricerca sono riuscite a individuare e localizzare sotto il condominio crollato Oasis Beach di Catia La Mar il capo della polizia dello Stato di La Guaira, il viceammiraglio Gustavo Romero Matamoros, il quale sta incredibilmente comunicando con l’esterno attraverso il codice Morse insieme ad altre 20 persone intrappolate.

La gioia per il capo della polizia si scontra però con il dolore profondo per la morte del piccolo Fabio, un bambino di soli 9 anni che non ce l’ha fatta dopo oltre duecento ore passate sotto i detriti. Ma sull’emergenza umanitaria si allunga ora anche l’ombra della censura e della repressione del regime di Caracas: Wilmer Antonio Cruz, detto “El Topo”, il leader dei soccorritori volontari che era diventato un eroe popolare per aver scavato a mani nude, è stato prelevato da agenti delle forze di sicurezza e risulta ufficialmente scomparso nel nulla poche ore dopo aver denunciato pubblicamente i ritardi e l’inefficienza del governo nella gestione degli aiuti.