Dopo il miracolo di Hernan, tutte le speranze sono ora per Fabio. Ancora sei maledetti metri di blocchi di cemento separano i soccorritori da questo bimbo di 9 anni, intrappolato da nove giorni, ma ancora vivo, sotto le macerie dell'edificio Tahiti, un palazzo di 12 piani crollato a Caraballeda, nel nord del Venezuela. Le squadre di soccorso di Argentina e di El Salvador stanno facendo di tutto pur di salvare anche questa giovanissima vita, all'indomani della miracolosa operazione che ha riportato in vita la guardia giurata, Hernan Gil, salvato dalla sua scrivania. Accanto alle squadre c'è il padre Francisco. Di lavoro fa il marittimo. Sui social racconta che è riuscito a parlare con il figlio: lo ha trovato ovviamente molto debole, malgrado siano riusciti a idratarlo, ma ancora determinato a resistere. Le operazioni di scavo, avviate nella tarda serata di giovedì, stanno procedendo con estrema cautela a causa dell'instabilità della struttura, che è stata puntellata per consentire l'avanzamento dei soccorritori. Secondo un militare, Fabio potrebbe trovarsi accanto al corpo della madre, ma è possibile la presenza di altri superstiti. Nessuno fa previsioni sui tempi di recupero. "Potrebbe volerci un po'", ha riferito laconico un soccorritore stremato dal lavoro di queste ore. Intanto sui social è diventato virale l'appello disperato di una ragazza, Paola Lauret, che chiede l'impiego di strutture adeguate per rimuovere i ruderi più grandi.