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Dalle prime ore di sabato mattina a Teheran, la capitale dell’Iran, decine di migliaia di visitatori hanno iniziato a rendere omaggio alla salma di Ali Khamenei nel primo dei sei giorni previsti per il suo funerale. La sua bara è stata collocata in una teca di vetro nella Grande Moschea della città per consentire al maggior numero possibile di persone di vederla e di raccogliersi in preghiera.

Si prevede che nei prossimi giorni a Teheran arrivino milioni di visitatori, e il regime iraniano vuole sfruttare il funerale per una dimostrazione di forza, soprattutto nei confronti degli Stati Uniti, con i quali è da mesi in guerra.

Khamenei era l’esponente più importante e tra i più simbolici del regime. Era la Guida Suprema, cioè la più alta autorità politica e religiosa del paese, incarico che ha mantenuto fino al 28 febbraio scorso, quando fu ucciso a 86 anni nel primo giorno di guerra in Medio Oriente da un bombardamento israeliano. Gli è successo il figlio Mojtaba Khamenei, che da allora non è mai apparso in pubblico e che difficilmente parteciperà al funerale per questioni di sicurezza. In questi mesi tra l’altro si è speculato molto sulle sue condizioni di salute e sulla possibilità che sia stato ferito in un bombardamento.