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«Morte all’America», «Vendetta, vendetta», «#KillTrump»: i cori e gli striscioni portati dalle migliaia di persone che si sono radunate nel cortile della Grande Moschea di Teheran trasformano le esequie di Stato per Ali Khamenei in una parata di lacrime e fedeltà al regime della Repubblica islamica. E un inno all’odio contro i «nemici» del "regime sionista» e di Washington, proprio mentre negli Stati Uniti si celebrano i 250 anni dell’indipendenza.Dopo quattro mesi dai raid israelo-americani che lo hanno ucciso, i funerali per la defunta Guida Suprema sono iniziati ufficialmente nella capitale iraniana, proseguendo per i giorni successivi per quelli che le autorità preannunciano come la più grande cerimonia funebre della storia dell’Iran. Sin dall’alba, ancor prima che la tv di Stato annunciasse l'inizio delle esequie pubbliche intorno alle 6 del mattino locali (le 4.30 italiane), una folla vestita di nero a lutto si è riversata nella Moschea Mosalla, dove la bara di Ali Khamenei e stata esposta con il suo iconico turbante nero, in una teca trasparente. Accanto a lui, le spoglie della sua famiglia sterminata nello stesso attacco che lo ha ucciso: la figlia Boshra e la sua nipotina di 14 mesi Zahra, il genero Mesbaholhoda Bagheri e la nuora Zahra Hadad Adel, moglie Mojtaba Khamenei.