Il Tour de France comincia da dove era finito il Giro d'Italia, con Jonas Vingegaard davanti a tutti che conquista la maglia gialla nella prima tappa a Barcellona. "Non c'è tempo per godersi la spiaggia oggi", scrivono i social del Tour de France, eppure ce ne sarebbe davvero bisogno. Il caldo impera in Spagna, ma la spiaggia Bagatell resta solo sullo sfondo, con i ciclisti lanciati nella cronometro a squadre che attraversa la città, con arrivo in salita sul Montjuic dopo 19,6 chilometri di percorso.
Si infrange solo alla fine il sogno di Filippo Ganna: il ciclista italiano, a lungo sulla sedia del leader, inserisce di prepotenza la sua Ineos Netcompany nel discorso a due tra la Visma di Vingegaard e la Uae di Pogacar, conquistando la seconda piazza con 8" di ritardo. Dietro di lui, a 12", l'altro favorito per la vittoria della Grande Boucle, lo sloveno, che paga una prestazione di squadra più opaca rispetto ai 'calabroni', trascinati anche da un ottimo Davide Piganzoli, richiamato a fare il gregario anche al Tour dopo le tre settimane rosa. I 184 ciclisti, suddivisi in 23 squadre diverse, hanno dovuto adattarsi alle nuove regole previste per la cronometro a squadre. Il miglior tempo, infatti, è stato preso sul primo corridore, a differenza degli anni passati quando veniva preso sul quarto e sul quinto. Una modifica del regolamento che ha imposto cambi alla strategia e alla tattica da parte dei team. L'avversario principale dei ciclisti è l'altissima temperatura: molti sono arrivati stremati a fine gara. A pagarne pesantemente le conseguenze è Cian Uijtdebroeks del team Movistar che non riesce a stare dietro ai compagni, costretti ad attenderlo e a rallentare quindi il ritmo.










