Una rivolta scoppiata questa mattina nel carcere di Enna (qui la precedente notizia) è stata sedata grazie all’intervento degli agenti di Polizia penitenziaria, che hanno riportato la situazione sotto controllo e avviato perquisizioni e arresti dei presunti promotori. L’episodio riapre la questione del sovraffollamento carcerario in Sicilia: secondo il Garante dei detenuti del Comune di Palermo, Pino Apprendi, nell’isola sono presenti 7.147 persone detenute, oltre 700 in eccesso rispetto alla capienza regolamentare. Intanto, segnalazioni di disordini arrivano anche da istituti di Siracusa (qui la notizia) e Messina (leggi qui).
La tensione è scoppiata alle 11 di questa mattina nel carcere di Enna: secondo quanto riportato dalle prime note ufficiali, i disordini sono stati innescati dall’intercettazione tra le 10 e le 10.30 di quattro pacchi lanciati dall’esterno contenenti materiale illecito destinato ai detenuti. Grazie all’immediato e coordinato intervento della Polizia penitenziaria, «tutti i detenuti sono stati riportati nelle camere di pernottamento» e sono in corso perquisizioni interne e gli arresti dei presunti promotori, che verranno trasferiti in altri istituti, ha dichiarato il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni. «Anche oggi la Polizia penitenziaria ha evitato conseguenze tragiche» — ha aggiunto Balboni — per questo rivolgo agli agenti il mio plauso per lo straordinario sforzo compiuto.











