Padiglione occupato e devastazione nell'istituto siciliano rimasto isolato per giorni dopo i danni del temporale

Una rivolta è esplosa nel carcere di Enna, dove un centinaio di detenuti si è impossessato delle sezioni del vecchio padiglione dell’istituto, danneggiando le strutture e mettendo fuori uso le telecamere di sorveglianza. Secondo le prime ricostruzioni, la protesta sarebbe degenerata dopo giorni di tensione legati a un disservizio alle linee telefoniche causato dal maltempo. Un fulmine avrebbe, infatti, danneggiato le centraline, impedendo ai detenuti di contattare le famiglie.

Il guasto alle centraline: le cause della protesta

Il guasto causato dal maltempo era stato risolto nella mattinata, ma la situazione è precipitata comunque, fino all’occupazione di parte del penitenziario e agli atti di devastazione. Le forze dell’ordine stanno monitorando l’evoluzione della rivolta, mentre si valuta l’entità dei danni e le conseguenze disciplinari per i detenuti coinvolti. L’istituto, già considerato critico per condizioni strutturali e organizzative, è stato descritto come teatro di una situazione «gravissima» dalle rappresentanze sindacali della polizia penitenziaria.

«Da mesi denunciamo le gravi carenze»