Rivolta nel carcere di Enna dove circa 120 detenuti si sono impossessati delle sezioni del vecchio padiglione, spaccando le telecamere di sorveglianza e mettendo a ferro e fuoco l’istituto. La contestazione è scoppiata dopo che nei giorni scorsi un fulmine aveva messo fuori uso le centraline telefoniche e, dunque, i carcerati non avevano potuto effettuare le chiamate alle famiglie.
Rivolta nel carcere di Enna: "Situazione gravissima"
Prima dei disordini sequestrati cellulari e droga
Il sindacato Sappe: "Rivolta annunciata"
Rivolta nel carcere di Enna: “Situazione gravissima”Nel corso della mattinata di sabato 4 luglio, come riporta l’ANSA, il disservizio era stato risolto. Nonostante ciò, i detenuti hanno dato il via alla rivolta. L’istituto ora è circondato dagli agenti dei carabinieri, della polizia di Stato, della guardia di finanza e della polizia penitenziaria. Quest’ultima ha chiesto aiuto ai colleghi di altre carceri.“Da mesi denunciamo la grave carenza di personale nella casa circondariale ‘Luigi Bodenza’ di Enna. Avevamo chiesto che i detenuti fossero sfollati per permettere la ristrutturazione del carcere che è vetusto”, ha dichiarato Mimmo Nicotra, presidente nazionale della Confederazione sindacati polizia penitenziaria.ANSAImmagine di repertorio“La propaganda del governo e del ministro Carlo Nordio – ha aggiunto – si infrange con la realtà delle carceri italiane. 65 mila detenuti stoccati dentro istituti che sono vere e proprie polveriere. Ad Enna i detenuti, invece di essere sfollati, sono stati trasferiti in altre sezioni dello stesso istituto. Ora la situazione è gravissima“.Prima dei disordini sequestrati cellulari e drogaPoco prima che avessero inizio i disordini, gli agenti di polizia penitenziaria avevano sequestrato diversi cellulari, introdotti nell’istituto di pena illegalmente e fatti avere ai detenuti. Nella casa circondariale erano anche state introdotte dosi di sostanze stupefacenti. Non è un caso, osserva l’ANSA, che la rivolta sia scoppiata proprio oggi, di sabato ed in piena estate con il piano ferie che decima ulteriormente la presenza degli agenti.










