ROMA – C’è chi racconta, attraverso dati, testimonianze e progetti, un Paese che continua a credere nella possibilità di trasformare i valori in azione. A farlo è, con un dossier, l'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, in uno studio intitolato "Dove nasce il cambiamento".
Una nuova idea di umanesimo. In Italia prevale una visione pragmatica del cambiamento: oltre 1 italiano su 2 (57%) crede di poter contribuire a un cambiamento positivo della società, mentre molti desiderano fare la propria parte, ma non sanno come (27%). A ostacolare questi sogni, un “muro” di paura del giudizio altrui (36,7%) e sfiducia verso le istituzioni (40,5%). Accanto alle barriere, si afferma però – secondo il documento – una nuova idea di “umanesimo”: la quasi totalità degli italiani (92%) è convinta che ogni persona abbia un potenziale capace di trasformare la propria vita e la collettività.
Gli italiani sono ottimisti ma disorientati in una realtà difficile da interpretare. Il dossier delinea un Paese realista, ma non rassegnato: se è vero che la sfiducia verso le istituzioni, la paura del giudizio altrui e la mancanza di strumenti bloccano l’azione, quasi la metà del campione (45,2%) vede margini di miglioramento nei prossimi 5 anni. Gli italiani, quindi, sono ottimisti ma sembrano disorientati di fronte a una realtà percepita come complessa e difficile da interpretare.








