Il Rapporto sulla Nuova economia sociale e civile di NeXt e Banca d'Italia evidenzia una frattura nel nostro Paese tra la consapevolezza della necessità di cambiamento (l'88% chiede nuovi modelli di consumo) e la scarsa messa in pratica, con un indicatore Nesc medio di 0,55 su 1. Nonostante i livelli più alti di economia civile corrispondano a una maggiore soddisfazione di vita, emerge un paradosso dovuto alla scarsa leggibilità delle informazioni sulla sostenibilità e alla mancanza di conoscenza dei criteri ESG

Pubblicato il 'Rapporto sulla Nuova economia sociale e civile', curato da NeXt Nuova economia per tutti e realizzato con il supporto di Banca d'Italia nell'ambito dell'Osservatorio nazionale Onesc. Il documento scatta una fotografia del Paese, tra desiderata e comportamenti reali. I dati del Rapporto indicano gli italiani consapevoli delle necessità di un cambiamento, ma poco attivi e scarsamente informati.

L’indagine ha intercettato oltre 6000 cittadini e rilevato, da un lato, la relazione tra nuova economia e benessere di vita e, dall’altro, i livelli di nuova economia che le persone hanno e che mettono in pratica nella vita quotidiana. L'Indicatore composito della nuova economia sociale e civile (Nesc) è calcolato a partire da otto determinanti: la capacità di pensiero, l’intelligenza relazionale, le emozioni funzionali, il livello di virtù, la consapevolezza, la conoscenza e le azioni della nuova economia sociale e civile e il livello di partecipazione. Il livello medio complessivo, su una scala da 0 a 1, si attesta nell’ordine di un valore pari a 0,55.