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24 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 7:00
Nelle piccole imprese il cambiamento non è mai un punto di partenza naturale. Le PMI, per struttura e cultura, non amano i modelli manageriali, diffidano delle best practice e tendono a vivere ogni trasformazione come un corpo estraneo alla quotidianità operativa. Finché il mercato regge, il cambiamento viene rimandato, razionalizzato, minimizzato. Si va avanti per adattamenti progressivi, spesso informali, confidando nell’esperienza dell’imprenditore e nella tenuta del sistema.
Il problema nasce quando questa resistenza iniziale viene superata. Quando l’imprenditore, spesso sotto la pressione di una crisi, di un passaggio generazionale o di un improvviso salto di complessità, si convince che cambiare non è più un’opzione ma una necessità. A quel punto il cambiamento non viene introdotto gradualmente, ma concentrato. Processi, ruoli, strumenti, linguaggi manageriali arrivano tutti insieme, come una terapia d’urto.







