di Daniele Dell'Orcosabato 4 luglio 20263' di letturaSe guardiamo le nazionali straniere hanno tutte 5-6 giocatori neri, servirebbero leggi per adeguare il nostro sistema a come l’idea della cittadinanza si sta evolvendo», le parole del presidente dell’associazione italiana allenatori Renzo Ulivieri, all’ingresso in Consiglio federale Figc, il primo di Giovanni Malagò presidente, hanno riacceso il dibattito sulla presunta necessità di una “nazionale multietnica” per risollevare le sorti di una selezione che non partecipa al Mondiale da 12 anni.Giovanni Galli, leggendario portiere del Milan di Sacchi e della Nazionale, campione del mondo nel 1982 e con un passaggio in politica da consigliere regionale in Toscana (tra le fila della Lega), non la pensa per nulla allo stesso modo: «Cosa si vogliono introdurre le quote di colore? - dice a Libero -. Se i calciatori fossero bravi giocherebbero già. Penso a giovani come Ndour, a Koleosho, a Ekathor, per non dire già dei vari Balotelli, Kean, Ogbonna. Nelle giovanili ci sono tanti ragazzi nati in Italia di seconda generazione, quindi il problema non sussiste».Nazionale, riparta dai vivai, non dalla "quota neri" di UlivieriLe ultime dichiarazioni di Renzo Ulivieri da venti anni presidente Associazione Italiana Allenatori di Calcio non sorpre...Quindi il colore della pelle non c'entra con la crisi di talenti del calcio italiano?