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la battaglia
di Michele Guccione
04 Luglio 2026, 17:48
Parte dalla Sicilia la battaglia per pagare un 30% in meno l’energia elettrica. Se l’è intestata il governatore Renato Schifani, che, cogliendo l’apertura del nuovo presidente dell’Arera, gli ha subito chiesto un incontro per ottenere finalmente l’applicazione in Sicilia del “prezzo unico zonale” dell’energia. Il “nemico” da sconfiggere è rappresentato dagli interessi forti del Nord, dove l’energia è prodotta per lo più dal gas ed è più costosa e dove viene consumata prevalentemente dalle potentissime e influenti grandi industrie. Questi poteri forti, finora, hanno fatto sì che la politica imponesse un sistema nel quale le Regioni del Sud, dove ci sono più impianti da fonti rinnovabili e produrre l’energia costa la metà, sono costrette a sostenere un sovrapprezzo necessario a mantenere un mercato nazionale sostenibile, attraverso il “prezzo unico nazionale” calcolato facendo ogni giorno la media di tutte le regioni. Perché se in ogni regione si pagasse l’elettricità per quanto costa produrla in quella zona, le industrie del Nord potrebbero chiudere, così come la Sardegna che ideologicamente non vuole le rinnovabili. Ma si tratta di una solidarietà imposta, mai condivisa con le Regioni penalizzate del Sud, e che ha di fatto impedito uno sviluppo alla pari delle industrie del Mezzogiorno che fanno sforzi immensi e si caricano di costi incredibili pur di mantenere un trend di crescita che è già il più veloce nel Paese e che meriterebbe di essere liberato da ogni zavorra.










