Roma, 4 lug. (askanews) – Le grandi griglie che producono hamburger e hot dog a ritmo continuo, il gin tonic, la birra, il vino nei secchielli di ghiaccio (lasciati al sole!), il fly-over degli elicotteri da guerra, il concerto della rock band dei marines, fino ai fuochi d’artificio finali. Il copione del ricevimento per l’Independence day a Villa Taverna, residenza dell’ambasciatore americano a Roma, è andato in scena come da tradizione lo scorso 2 luglio: duemila invitati (e per avere quel cartoncino si fa di tutto) nel parco della villa nel cuore dei Parioli, tra vestiti eleganti e altri decisamente fuori luogo, per uno degli avvenimenti mondani più attesi dell’anno per la Roma “godona”, come direbbe il sito Dagospia. Quest’anno, però, a differenza del solito, c’era una sottile tensione che aleggiava intorno al party. Dopo lo scontro a distanza delle scorse settimane tra Giorgia Meloni e Donald Trump, la prima reazione d’istinto della premier era di disertare in massa l’appuntamento. Poi, a mente fredda, era arrivato il contrordine: bisogna andare, e in forze, per mostrare chiaramente la linea che con il tycoon ci possono essere disaccordi, ma che il rapporto tra i due Paesi è sempre solido.
Tra hot dog e hamburger, a Villa Taverna la “pace” Italia-Usa?
Mezzo Governo al ricevimento per il 4 luglio. L’ambasciatore Fertitta: disaccordi capitano














