Gli atti non arrivano e il caso, dopo mesi di silenzio, arriva in prefettura. A Riola Sardo fa ancora discutere il concorso per l'assunzione di un istruttore amministrativo e di un istruttore contabile che si è svolto lo scorso 3. Una selezione costata al Comune ben 6.300 euro.

Il problema, però, non è la cifra stanziata per affidare la gestione del concorso all'azienda milanese Gi Gruop visti i tanti partecipanti, ma il non aver chiesto il pagamento per la partecipazione, per un totale di 10 euro e 33 centesimi a candidato. Cifra che solitamente serve a coprire i costi amministrativi e organizzativi sostenuti dalle amministrazioni pubbliche per gestire la procedura selettiva. In questo caso, nelle casse comunali sarebbero entrati tremila e 832 euro, visto che i candidati totali sono stati ben 371. E il Comune avrebbe risparmiato importanti risorse. Cesare Secci, capogruppo della minoranza, aveva chiesto l'accesso agli atti, ma ad oggi non c'è stato nessun riscontro. «Vorrei chiarire subito una cosa — precisa Secci — noi non abbiamo mai parlato di colpevoli, né abbiamo formulato accuse. Abbiamo semplicemente chiesto documentazione amministrativa relativa a una procedura pubblica. È esattamente ciò che un consigliere comunale ha il dovere di fare. Non si tratta di una cortesia politica — osserva Secci — ma di una prerogativa prevista dall’ordinamento. Il controllo sugli atti amministrativi non appartiene alla maggioranza o alla minoranza: appartiene al Consiglio Comunale nel suo complesso».