PERNUMIA - «La sensazione è sempre la stessa: essere completamente soli. E viene spontaneo chiedersi dove siano lo Stato e la vicinanza delle istituzioni». C'è amarezza nelle parole di Fabio e Annalisa Celeghin, presidente e vicepresidente del gruppo padovano Dmo, che raggruppa le insegne Beauty Star e Caddy’s.

La scorsa notte il negozio Naïma Beauty Star del centro commerciale Il Parco è stato nuovamente devastato: si tratta del terzo assalto subito dallo stesso punto vendita. Ma il quadro si aggrava ancor di più allargando l'inquadratura al resto del gruppo: sono ben 15 infatti le spaccate o i tentativi di spaccata registrati da Dmo dal 2025 ad oggi, con danni significativi sulle strutture, sulle merci e sulla continuità dell’attività commerciale. Le parole dei titolari «Non possiamo continuare a raccogliere i pezzi e ripartire da soli», sottolineano Fabio e Annalisa Celeghin, chiedendo maggiore vicinanza e interventi concreti da parte delle istituzioni. «Ogni volta ci diciamo che non dovrebbe più succedere. E invece eccoci qui, ancora una volta, a fare i conti con un altro furto. Non possiamo più considerarli episodi isolati». «Il danno economico è importante, ma quello che fa più male è altro. Entrare in negozio e trovare tutto devastato lascia un senso di amarezza profondo. Per noi, ma soprattutto per le nostre collaboratrici e i nostri collaboratori, che ogni giorno lavorano con impegno e si ritrovano davanti a scene come questa».«La sensazione è sempre la stessa: essere completamente soli. E viene spontaneo chiedersi dove siano lo Stato e la vicinanza delle istituzioni. Non parliamo soltanto delle indagini, che naturalmente faranno il loro corso, ma della necessità di un confronto concreto su come prevenire questi episodi e su come sostenere le imprese che li subiscono».«Ogni volta - concludono - diventa più difficile accettare che chi fa impresa, crea occupazione e investe sul territorio debba affrontare praticamente da solo le conseguenze di una criminalità sempre più organizzata. Chiediamo alle istituzioni di non lasciare sole le aziende e di aprire un confronto urgente sulla sicurezza delle attività commerciali».