Il pumo più grande del mondo è a Grottaglie (Taranto). L’opera è un manufatto in ceramica pugliese a forma di bocciolo di fiore - in particolare di acanto - circondato da foglie, simbolo di vita, prosperità e fecondità. Secondo la tradizione, a inventarlo sarebbe stato un artigiano rimasto anonimo di Grottaglie, ispirato dai culti greco-romani dedicati alla dea Pomona. A realizzare il pezzo “più grande del mondo” è stato invece il maestro artigiano Giuseppe Rosa, per rendere omaggio al simbolo per eccellenza della tradizione ceramica pugliese. Rosa è uno dei pochi maestri “capasunari” sopravvissuti. Modella la ceramica dall’età di 14 anni e oggi, a 63, ha deciso di cimentarsi in quest’opera per cui ci sono volute circa 50 ore di lavorazione al tornio, con il supporto del suo team e di un macchinario appositamente progettato.
Il manufatto si propone come nuovo simbolo identitario capace di attrarre visitatori da tutta Italia e dall’estero. "Questa mia opera unica al mondo – dice – la dedico a tutti i grandi maestri della tradizione ceramica grottagliese, ai capostipiti dell’arte figulina locale che, nel corso dei secoli, hanno tramandato di generazione in generazione questo sapere, portando Grottaglie a essere riconosciuta capitale della ceramica pugliese. I tre elementi per la lavorazione della ceramica sono terra, acqua e fuoco": quelli che ha usato per la lunga lavorazione del pumo più grande del mondo con "il supporto lavorativo del mio team – spiega ancora il maestro – e un tornio speciale che è stato realizzato ad hoc dall’azienda di Ciro Lenti Tecnolum".







