Legna, lavoro di squadra e fiamme più alte possibile: tre pire vengono accese all'unisono nel rito delle Glorie di San Martino a Scanno, ogni 10 novembre alle 18.30.
Le strutture, alte dai 12 ai 18 metri, vengono realizzate accatastando tronchi, frasche e ciocchi di legna, con l'aiuto di motoseghe, funi e, soprattutto, dello spirito di comunità e appartenenza che anima il borgo abruzzese sul lago a forma di cuore.
Il rito, che si svolge sulle alture intorno al paese, illumina il cielo e i volti attoniti anche dei partecipanti più esperti, ed è immortalato da turisti, visitatori e fotografi professionisti. I cittadini fanno di tutto per non perderlo: conservano i video delle accensioni, condividendoli sulle pagine social delle contrade. La nuova generazione prende così il passo senza snaturare la tradizione, resistendo al tempo e alle mode.
"Le Glorie non sono solo uno spettacolo: rappresentano il legame tra generazioni e la preservazione di un'identità locale", commenta un contradaiolo. Una celebrazione legata al fuoco, al capodanno agricolo, al rito di iniziazione e alla festa di San Martino, che resta unica nel suo genere.
Nonostante il calo demografico e la fatica richiesta per costruire le pire, i contradaioli delle tre postazioni — Cardella, La Plaja e San Martino — accendono le pire rigorosamente il 10 novembre, qualunque sia il meteo, nonostante le richieste di spostare l'evento al fine settimana per favorire il turismo. La costruzione richiede settimane di lavoro. Gli uomini si occupano della parte più pesante: taglio, trasporto e impilamento dei tronchi, mentre i bambini partecipano alla costruzione della Glorietta, la versione più piccola della pira.






