«Su di me odio mediatico». «Nessuna categoria dovrebbe essere ridicolizzata». E ancora: «Ho chiesto di essere sentita per chiarire la mia posizione ma nessuno ha voluto ascoltarmi perché era già tutto deciso». Sono alcuni dei passaggi del primo intervento pubblico della naturopata Giordana Proto, nei giorni scorsi finita al centro di un ciclone mediatico per via del contratto stipulato con lei dal Policlinico di Catania e poi licenziata dalla stessa azienda ospedaliera universitaria per la violazione del codice di condotta.

Adesso, dopo che il suo caso è finito sulla scrivania del ministro della Salute Orazio Schillaci dopo l'intervento del Cicap (il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze fondato nel 1989 da Piero Angela) e dopo che medici di fama nazionale come Roberto Burioni e Matteo Bassetti («Non c'è nessuna evidenza scientifica che supporti la naturopatia», sottolineava, per esempio, Bassetti), e la neuroscienziata Beatrice Mautino, hanno preso posizione contro il bando del Policlinico che ricercava laureati in Scienze olistiche, è la stessa Giordana Proto a parlare, con una nota scritta spalla a spalla con gli avvocati e diffusa ai giornali.