Silvia Sardone ha evidenziato il paradosso di una comunità che può pregare in una moschea autorizzata, e ne ha altre irregolari, ma comunque sceglie il parco pubblico

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Il parco Turro di Milano, il venerdì, è stato trasformato in una moschea. Ormai da settimane l’area verde della periferia orientale di Milano viene utilizzata dai fedeli (uomini) del Milan Muslim Center per la preghiera a Maometto. A denunciare quanto accade tutte le settimane ormai da tempo è Silvia Sardone, europarlamentare e consigliere comunale di Milano, nonché vice segretaria della Lega, secondo la quale ci sarebbe anche il benestare del Comune.“Quindi Beppe Sala consente, non si sa per quale motivo, che una comunità preghi in un parco cittadino. Tra l’altro fanno parte di un’associazione che per 12 anni ha pregato fuori da ogni regola in un sottoscala dentro un condominio nella vicina Via Cavalcanti. Inoltre pare abbiano anche comprato un grande capannone in via Merano, zona Viale Monza. Ci chiediamo chi li finanzi”, ha dichiarato Sarodone in una nota, facendosi portavoce di tutti quei cittadini che si danno le stesse domande. “Segnaliamo che in questa zona ci sono già 3 moschee abusive e una regolarizzata. Sono segnali di islamizzazione che preoccupano, a pochi giorni di distanza dalla processione dell’Ashura in Stazione Centrale con le donne recintate dietro un telo nero. ⁠Milano, purtroppo, con la complicità della sinistra sta diventando un laboratorio di islamismo, con le moschee abusive che si moltiplicano. Il tutto, probabilmente, sperando di ottenere in futuro i voti delle comunità musulmane”, ha concluso l’europarlamentare.