di
Giampiero Rossi
«Riconoscere all’altro la propria identità è nello spirito del Vangelo». Esistono però visioni alternative del vangelo. «La decisione di far pregare Allah nell’oratorio estivo preoccupa e fa rabbrividire», attacca la Lega. La vicenda riguarda la parrocchia di San Giovanni Bosco
Finita la scuola, l’oratorio estivo è una sorta di oasi per molte famiglie. Soprattutto in un quartiere come Baggio, dove la vita — per tanti — non è affatto gratis. E infatti, anche quest’anno alla parrocchia di San Giovanni Bosco, la più popolosa della zona, i bambini iscritti sono oltre 600. Tra loro ce ne sono alcuni di fede musulmana. Pochi ma ci sono e frequentano l’oratorio. E per seguirli, il parroco don Giovanni Salatino può contare persino su un paio di animatori di fede islamica. Ed è proprio a loro che ha deciso di affidare la guida del momento di preghiera separato dalla maggioranza cattolica. Prima e dopo, tutti insieme, ma al momento di rivolgersi a Dio, ciascun gruppo secondo il proprio credo. «Preghiamo lo stesso Dio, certamente all’interno di tradizioni religiose differenti — ha spiegato don Giovanni —. E riconoscere all’altro la propria identità è nello spirito del Vangelo». Insomma, una scelta in sintonia con il documento diocesano «Fede e accoglienza: l’oratorio come luogo di dialogo interreligioso».







