"Ricordiamo che non esiste alcuna intesa tra lo Stato italiano e le comunità musulmane quindi non si capisce lo scopo di queste visite. Non è la prima volta che succede, purtroppo. Ci troviamo di fronte a un cortocircuito della scuola che lascia perplessi: da una parte a sinistra ci dicono che la scuola deve essere laica, togliendo crocifissi, canti del Natale e presepi e dall'altra si chiudono le scuole per il fine Ramadan, si fanno gite in moschea, si portano gli imam in classe, si favoriscono gli studenti musulmani evitando loro interrogazioni nel periodo del Ramadan. Tra l'altro sarebbe interessante conoscere l'attività di laboratorio sui diritti delle donne quando è noto a tutti che le donne, in molte comunità musulmane, vivono condizioni di pesante oppressione e privazione della libertà. Basta con iniziative ideologiche che non aiutano l'integrazione ma anzi promuovono culture che spesso hanno idee inconciliabili con i nostri valori", conclude Sardone.