Il comizio di Trump è stato tutto un attacco al comunismo e ai “nuovi arrivati”. Sullo sfondo, la pronuncia della Corte suprema Usa che ha ri-sancito un principio fondamentale. E cioè che lo ius soli, che il tycoon voleva smantellare, è un cardine della democrazia americana. Parlando al Mount Rushmore alla vigilia del 4 luglio, ha detto che l'identità americana "è sotto un nuovo attacco. A una generazione di distanza da quando abbiamo combattuto e vinto la Guerra Fredda contro la minaccia del comunismo, assistiamo ora a una recrudescenza della minaccia comunista nella nostra terra, anche - ed ecco l’attacco agli stranieri - da parte di nuovi arrivati nel nostro Paese che abbracciano idee totalmente opposte al nostro stile di vita e al nostro grande successo”.Di tutt’altra natura le parole di Prevost collegato on line con il National Constitution Center: "Negli ultimi duecentocinquant'anni, per tante popolazioni in tutto il mondo, è stata ferma la determinazione a realizzare la nobile visione dei padri fondatori a rendere l'America sinonimo di libertà, mentre il Paese apriva le porte a ondate successive di immigrati, consentendo a loro e ai loro figli di contribuire a plasmare il futuro della nazione - ha detto il Pontefice, oggi in visita a Lampedusa per rendere omaggio ai tanti migranti morti in mare -. È stato questo stesso amore per la libertà a ispirare gli Stati Uniti, nelle ore più buie del secolo scorso”.