La giuslavorista Luisa Corazza all'Adnkronos: "Per fare passi avanti sul mercato del lavoro femminile è necessario un cambio infrastrutturale della società. Servono politiche che investano su servizi di 'welfare pubblico'"

Il futuro dell'Italia dipende davvero dalle donne e segnatamente dalle donne lavoratrici, come ha affermato la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni? Se la risposta è sì, l'orizzonte attuale ridisegnato dall'avvento dell'Intelligenza Artificiale - oltre che dalle politiche pubbliche in essere - ci costringe a chiederci come questo futuro possa realizzarsi. L'Adnkronos ne ha parlato con Luisa Corazza, professoressa ordinaria di Diritto del lavoro all'Università del Molise, che nel saggio 'Il Lavoro delle donne? Una questione redistributiva' (Franco Angeli, 2025) affronta attraverso un cambio di paradigma la questione.

"Non è certamente mio compito commentare le affermazioni della Presidente del Consiglio, ma certamente il lavoro delle donne è un fattore importantissimo per il futuro dell'Italia o addirittura del Mondo - risponde Corazza che dal 2015 è la consulente del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per le questioni di carattere sociale e dal 2020 dirige nell'ateneo molisano il Centro di ricerca per le aree interne e gli appennini - Le donne ancora scontano uno svantaggio strutturale nel mercato del lavoro, innescato da tre fattori: una partecipazione al sistema produttivo che non è ancora completa; carriere che sono tutt'oggi tenute compresse rispetto alle potenzialità; e retribuzioni che scontano ancora un gap salariale rispetto agli uomini. Tutto questo ci dice che il potenziale delle donne nel mondo del lavoro è ancora in gran parte inespresso, nonostante in questo capitale umano ci sia una buona parte del nostro futuro. E' come se avessimo una risorsa che non abbiamo pienamente compreso o valorizzato". "La mia impressione è che per migliorare gli indici di questi tre fattori elencati siano necessarie, oltre che impegno da parte della politica, risorse importanti e nuove rispetto a quanto è stato fatto in passato. Lo dico in quanto, nonostante l'indubbio incremento dell'occupazione femminile dai tempi della Costituente, è come se fossimo arrivate a un livello oltre il quale si può andare solo con un cambio strutturale della società".