Iran

Mariano Giustino

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The coffins of slain Iranian Supreme Leader Ayatollah Ali Khamenei, center on top, and members of his family are displayed ahead of the dayslong funeral ceremonies at the Imam Khomeini Mosalla Grand Mosque in Tehran, Iran, Friday, July 3, 2026. (AP Photo/Vahid Salemi)

Il regime islamico iraniano cerca di cambiare il volto della bruciante sconfitta militare con bare, bandiere, lamentanze religiose, folle organizzate di truppe cammellate di mercenari sciiti fatti affluire da ogni angolo del Medio Oriente, dell’Asia e dell’Africa e con la narrazione del martirio. Presso la Moschea dell’imam Khomeini a Teheran la cerimonia funebre di Ali Khamenei e dei suoi familiari morti il 28 febbraio del 2026 durante un attacco missilistico israelo-americano si è svolta alla presenza dei rappresentanti dei peggiori detrattori dell’occidente provenienti da diversi paesi del mondo, tra cui Turkmenistan, Iraq, Cina Russia. Era presente anche il “presidente” georgiano Mikheil Kavlashvili che si conferma un nemico dell’Occidente con il suo “patto antiamericano” stipulato tra la Repubblica islamica e il suo partito, il Sogno Georgiano. Presenti anche esponenti del clero di diverse minoranze religiose.