La Seleccion si è qualificata agli ottavi vincendo 3-2, a fine partita non passa inosservato il bitorzolo sulla testa del “dieci” sudamericano. “Sapevamo che sarebbe stata dura…”.
Il bernoccolo sulla testa di Messi, è il "segno" della partita contro Capo Verde
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Il bitorzolo sulla fronte di Lionel Messi è la metafora di quel che è stata la partita dell'Argentina contro Capo Verde. Una battaglia agonistica che ha tenuto la Seleccion sul filo del rasoio fino all'autorete di Borges (3-2) che ha spianato la strada verso gli ottavi di finale dove incontrerà l'Egitto (reduce dalla vittoria ai rigori con l'Australia). Il campione argentino si è presentato davanti alle telecamere con un evidente bernoccolo sulla testa, alimentando la curiosità e anche un po' di preoccupazione da parte dei tifosi. È la conseguenza di un duro colpo subito alla fine dei tempi regolamentari: ha provato dolore ma stretto i denti e continuato a giocare risultando decisivo.
Come Messi si è procurato il bitorzolo sulla testa La protuberanza era ben visibile durante le interviste post-partita all'Hard Rock Stadium di Miami. L'episodio è avvenuto quando il risultato era ancora sull'1-1: Messi si è lanciato in una delle sue classiche accelerazioni nella trequarti offensiva ed è stato fermato fallosamente nei pressi dell'area di rigore. Nella caduta, ha perso l'equilibrio e sbattuto la testa contro la gamba di un difensore di Capo Verde sopraggiunto sull'azione. Lo scontro di gioco che ha provocato il bitorzolo sulla fronte di Messi. L'impatto ha provocato un vistoso rigonfiamento sul cranio, ma senza particolari conseguenze ed è rimasto ugualmente in campo per tutti i tempi supplementari. Ed è stato proprio il "dieci" sudamericano a battere il calcio d'angolo dal quale è nata la rete che ha fissato il definitivo 3-2 e consegnato all'Argentina il pass per gli ottavi di finale del Mondiale.










