Già oggi è possibile sfruttare l’intelligenza artificiale per contribuire alla creazione di nuovi farmaci. L’IA non è in grado di “inventare” da sola un farmaco pronto all’uso, ma può accelerare molte fasi della ricerca ed è utile per scoprire nuovi bersagli terapeutici (individuare proteine o geni coinvolti in una malattia che potrebbero essere colpiti da un farmaco), progettare nuove molecole, prevedere efficacia e tossicità, ottimizzare studi clinici e altro ancora.

Anthropic ha fatto sapere di voler lavorare nella sperimentazione clinica. L’azienda di Claude, Mythos e Fable ha approfittato della recente conferenza “The Briefing: AI for Science” per presentare Claude Science, un nuovo strumento che riunisce molti elementi destinati agli scienziati del settore farmaceutico, un tool che consente di generare grafici, immagini e riassunti da un’unica interfaccia, migliorando al contempo l’efficienza di Claude per la ricerca.

Eric Kauderer-Abram, ha riferito che l’azienda intende lanciarsi nella scoperta di farmaci grazie all’intelligenza artificiale, con particolare interesse per le malattie rare o “trascurate”, ossia patologie che ricevono scarsa attenzione e pochi investimenti nella ricerca e nello sviluppo di nuove terapie.