Ora parla Bagalini. All’indomani dell’ufficializzazione di Pierluigi Tassotti nello staff del sindaco Nicola Mozzoni, il giovane esponente meloniano rompe il silenzio. Non annuncia, almeno per il momento, un’uscita dal gruppo, ma parla di un "tradimento delle promesse di rinnovamento". Al centro dello strappo c’è la composizione dell’ufficio del sindaco. Nelle settimane successive al voto il nome di Bagalini era stato associato alla possibilità di un incarico nello staff del primo cittadino. La scelta finale, però, è ricaduta su Pierluigi Tassotti. "La mia non è una battaglia per una poltrona, ma una questione di rispetto verso gli elettori, i militanti e quei principi di meritocrazia richiamati in campagna elettorale e oggi clamorosamente smentiti dai fatti. Fratelli d’Italia ha rinunciato inspiegabilmente al terzo assessorato, spalancando la strada a una strategia che ha portato alla nomina di Tassotti nella segreteria del primo cittadino, figura fortemente sponsorizzata dal sindaco di Ascoli Marco Fioravanti durante la campagna elettorale", afferma Bagalini. Il consigliere ricostruisce poi la fase delle trattative sugli incarichi amministrativi, indicando il consenso elettorale come uno dei criteri che, a suo dire, erano stati inizialmente posti alla base delle valutazioni. "Il sindaco aveva indicato proprio il consenso elettorale tra i criteri principali di valutazione. Su questa base il coordinatore provinciale Andrea Assenti mi aveva proposto il ruolo di capo di gabinetto, incarico che avevo accettato con entusiasmo, senso di responsabilità e con la fiducia manifestata dallo stesso sindaco Mozzoni. Poi quella scelta è stata ribaltata per favorire una figura che ha ottenuto un consenso inferiore al mio e che non presenta un curriculum superiore al mio, tanto da non avere neppure i requisiti necessari per la nomina di capo di gabinetto. Con questa decisione si archivia anche il progetto di rinnovamento e di "rinascimento". Si è persa l’occasione di affiancare al sindaco una figura giovane, motivata, premiata dai cittadini e capace di portare entusiasmo, energie e idee nuove. Ma il punto politico è ancora più grave. In campagna elettorale si era parlato di una San Benedetto libera, autonoma e capace di decidere il proprio futuro. Invece, anche in questa vicenda, appare evidente il peso di un’influenza da Ascoli". Per ora non c’è un annuncio formale di uscita dal gruppo o dalla maggioranza ma Bagalini lascia aperta una fase di valutazione sul proprio percorso politico dopo le tensioni.
Tassoni nello staff del sindaco, il meloniano Bagalini: "Io tradito"
All’indomani dell’annuncio il giovane esponente di Fd’I è un fiume in piena. Ma per ora non esce dal gruppo








